Passano gli anni, qualcuno ci lascia, qualcuno arriva, e succede l’ovvio: si riduce il numero di persone che hanno conosciuto Teresa e cresce il numero di persone per le quali il suo è solo un nome lontano. Viene voglia di fermare tutto e di dire “no, aspettate! guardate che è stata una donna davvero speciale, mite e indistruttibile, il Gabbiano le ha anche dedicato la comunità di via Don Gervasini!”. In via Ceriani c’è qualche sua foto, ma per conoscerla davvero c’è un metodo migliore. La si trova, infatti, in mille piccole situazioni, gesti, scintille apparentemente insignificanti: negli occhi neri di una trentenne che non può esprimersi a parole, ma riesce ugualmente a dire tutto. Oppure nel sorriso di una ragazza che allunga la mano per salutarti, ma lo fa lentamente perché i movimenti veloci non fanno per lei, o ancora nel dito che indica l’ora su un orologio da polso immaginario di un ragazzo di poche parole. Teresa è nella disponibilità a rispettare quei tempi, nella coscienza di quanta ricchezza c’è da scoprire dietro quelle difficoltà e di quanto, quella scoperta, dia un senso nuovo a tutto. Com’è illuso chi pensa che noi siamo lì solo per insegnare qualcosa alle persone più fragili e che non abbiamo niente da imparare da loro. Lei parlava spesso di semplicità e di meraviglia, nel senso di “stupore”. I sabati pomeriggio di oggi sono solo la seconda puntata di un film iniziato quarant’anni fa grazie all’insieme di determinazione ferrea, mitezza e capacità di accoglienza che la caratterizzavano. Un film che non si è interrotto nemmeno quando lei è mancata, il 6 gennaio 2018. Teresa manca tantissimo, eppure c’è ancora. C’è ancora, eppure manca tantissimo.
Giampiero Remondini
Grazie Teresa
Teresa Bonfiglio la decana e fondatrice dell’Associazione il Gabbiano-Noi come gli Altri il primo Aprile avrebbe compiuto 98 anni. Io l’ho frequentata a partire da 45 anni fa e da sempre l’ho riconosciuta come esempio nelle Beatitudini Evangeliche:
– Beati i Poveri di spirito. La vera ricchezza di Teresa era infatti interiore, veniva da dentro e si esprimeva con il desiderio di ascoltare
– Beati i miti. La mitezza e semplicità di Teresa non era una debolezza ma una forza attiva
– Beati i misericordiosi. La misericordia di Teresa era l’amore verso il prossimo che si fa concretezza. Divenne pertanto attenzione verso tutti perché ognuno si prendesse in mano un pezzetto della propria vita.
– Beati i puri di cuore. La purezza di Teresa era la vicinanza di Dio presente in tutto il suo operare e anche del cardinale Carlo Maria Martini che grazie alla sua pastorale” farsi prossimo” del lontano 1984, Teresa costituiti il gruppo H che poi divenne Associazione di volontariato Il Gabbiano.
– Beati gli operatori di pace. Per Teresa la pace era il frutto dell’Amore verso il prossimo e conseguentemente il senso della giustizia.
Ecco il mio pensiero su Teresa donna tranquilla ma vigile, attenta a tutto considerata da diversi semplicemente una donna pia e perdente ed invece Teresa era un Gigante!!
Grazie Teresa dell’insegnamento che mi hai dato e a tutti i volontari e nostri ospiti che hai conosciuto.
Giacomo Marinini